La Cripta dei Santi Andrea e Procopio
02.09.2007
La Cripta dei Santi Andrea e Procopio
Monopoli - Bari
(testo e foto di Teresa Menga e Domenico Nanna)
Capitolo: Villaggi ipogei a Monopoli: la conservazione degli ambienti
La “vita in grotta” nella antica città di Monopoli, si sviluppò dopo la caduta dell’Impero Romano, nel borgo antico della città, da cui l’appellativo di “città delle tane”, ma soprattutto nell’agro lungo le più importanti vie di comunicazioni come la via Traiana verso Brindisi e la via Appia verso Taranto.
L’habitat rupestre fu una conseguenza della caduta dell’Impero Romano e dell’avvento delle invasioni barbariche e portò gli abitanti a rifugiarsi nelle grotte naturali del territorio, ad adattarle alla vita quotidiana per potervi ospitare stalle, frantoi, abitazioni e preparare luoghi di preghiera.

Nacquero dei veri e propri villaggi rupestri all’interno di depressioni naturali chiamate lame, nei quali si sviluppava la vita, il lavoro e la fede religiosa delle popolazioni del tempo, rappresentando altresì, luoghi di sosta per i pellegrini, i mercanti e i militari di passaggio da e per l’oriente.
A Monopoli inoltre, sono state censite ventiquattro “chiese rupestri”, delle quali fa parte la Cripta dei SS. Andrea e Procopio, situata nell’omonimo villaggio rupestre insediatosi nella parte superiore della lama “dell’Assunta”, contrada di Monopoli.

La cripta, fatta scavare, probabilmente da alcuni abitanti del villaggio, intorno alla metà dell’XI secolo, ha la facciata che ricorda quella delle chiese costruite, poiché presenta il portale principale di forma rettangolare sormontato da una lunetta incavata nella pietra e due portali laterali (Foto 1).
Altra caratteristica importante della facciata è l’incisione di un’iscrizione sulla lunetta del portale centrale che permette di datare l’escavazione della chiesa e di conoscerne i committenti e i finanziatori (Foto 2).
Da un punto di vista architettonico, la cripta ha una pianta rettangolare a doppia navata e un doppio transetto divide il “nàos” [area riservata ai fedeli], dal “bema” [area riservata al clero] la zona presbiteriale è suddivisa in quattro celle disposte in quadrato, terminanti con due absidi gemelle.

A destra dell’ingresso è presente un breve cunicolo che conduce ad un piccolo vano, usato probabilmente come camera sepolcrale per i committenti della cripta stessa.
Il villaggio di cui fa parte la cripta è uno dei più completi ed importanti della zona.
È situato lungo la via Traiana (Foto 3) e i numerosi affreschi di santi orientali, militari, monaci ed occidentali, presenti contemporaneamente sulle pareti del tempio ipogeo, testimoniano il pacifico e civile incontro delle varie culture e religioni del Medioevo e quindi gli intensi scambi e legami tra la Puglia e l’Oriente.

Attualmente il villaggio, che è del tutto abbandonato a se stesso, è a rischio alluvioni che spesso si abbattono sulla zona.

Le grotte del villaggio, che furono scavate e adibite a frantoio, stalle, abitazioni, e cripta dei SS. Andrea e Procopio, si affacciano infatti sulla lama il cui letto inizialmente fungeva da strada principale.

Oggi costituisce una minaccia soprattutto per la cripta (Foto 4) che viene allagata dall’acqua proveniente dalle colline e che, dirigendosi verso il mare, percorre la stessa lama e trascina con sé materiali organici e di qualsiasi tipo.
Gli affreschi dei santi presenti sulle pareti del piccolo tempio sono ormai in avanzato stato di degrado e con difficoltà si riesce a distinguerne le sembianze (Foto 5, 6, 7, 8).
Nessun intervento di pulizia, restauro o protezione è stato posto in essere.

Soltanto il proprietario della vicina Masseria Rosati, si sta adoperando per creare un canale all’interno della lama che convogli l’acqua e la indirizzi verso il mare senza invadere la chiesa (Foto 9 e 10).
(Visita del 2 settembre 2007)
Bibliografia
- Chionna A., Gli insediamenti rupestri nel territorio di Fasano, Fasano 1975.
- Dell’Aquila F., Messina A., Le chiese rupestri di Puglia e Basilicata, Bari 1998.
- Lavermicocca N., Gli insediamenti rupestri del territorio di Monopoli, Bari 1977.
- Lavermicocca N., I sentieri delle grotte dipinte, Bari 2001.
- Lamanna C., Chiese e ambienti rupestri in Monopoli, CTG Egnazia Monopoli, Monopoli (pieghevole informativo edito dall’Assessorato al Turismo della Città di Monopoli).