Corso Interno di Armo 16-17 settembre 2006

16.09.2006

Corso Interno di Armo 16-17 settembre 2006

(Testo e Foto Marilena Rodi)

Quelli che un tempo potevano essere ritenuti apprendisti speleologi oggi potrebbero aver acquisito titoli per traslare la loro posizione a speleo-provetti!

Foto Marilena Rodi Il gruppo, di buon ora, e con non poche nuvole minacciose sulle teste, si è trasferito a Laterza (Ta), Gravina in area protetta LIPU, per cominciare a saggiare il primo approccio con gli attrezzi utili a creare un armo. Tecnicamente un armo è la base di attacco di corda, placchette e moschettone. Favorisce lo speleologo nella progressione in grotta offrendogli la possibilità di accedere ad ambienti nei quali solo con le proprie gambe non potrebbe arrivarci, lo soccorre sospeso nel vuoto o a ridosso di una parete da scalare.

L’armo, come è stato ampiamente esposto dal responsabile delle uscite e della scuola del Gruppo Puglia Grotte, Pasquale Suriano, deve distinguersi per semplicità e linearità, essere pulito nella sua strutturazione e offrire il minor disagio e la massima sicurezza a chi ne farà uso per superare un dislivello o un tratto di grotta dove è a posta a rischio la sicurezza di progressione. La capacità di tenuta di un armo dipende direttamente dal carico di rottura di uno degli anelli della catena, ad esempio: corda con carico 2500 chili e moschettone 2 tonnellate, ne deriva che il carico di rottura dell’armo risulta quello medesimo dell’elemento più debole.

Foto Marilena Rodi Esistono due tipi di attacchi, l'armo parallelo e quello in serie. Si distinguono per posizionamento di ancoraggio sulla roccia di anello o placca e moschettone, e per la maniera di collegare la corda che nel primo caso fornirà più punti di attacco autonomi e paralleli l'uno rispetto all'altro; nel secondo la stessa corda sarà collegata seguitamente ai vari attacchi partendo dal primo e attraversando gli altri moschettoni posizionati a circa un palmo di distanza l'uno dall'altro.

In tal caso l’ultimo ancoraggio costituirà la partenza e gli altri arretrati faranno da sicura.

Dopo la teoria si passa alla pratica: perforazione della roccia con piantaspit e martello, prova nodi più comuni e collaudo dei tasselli. Poi giù per le pareti a testare l’apprendimento.

Le immagini del Corso interno di Armo alla Gravina di Laterza

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