Puliamo il Buio - edizione 2013

29.09.2013

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Le iniziative del Gruppo Puglia Grotte

L’utilizzo di ipogei naturali e artificiali quali discariche abusive e non è un fenomeno purtroppo molto diffuso. I danni provocati all’ambiente carsico e alle risorse idriche profonde sono incalcolabili. Puliamo il Buio – iniziativa della Società Speleologica Italiana giunta alla nona edizione – vuole portare una luce nel buio e segnalare in modo puntuale e dettagliato le situazioni di rischio e indicare possibili soluzioni. L’iniziativa legta a Puliamo il mondo, in collaborazione con Legambiente, propone di bonificare almeno in parte le discariche sotterranee, in ogni caso di documentarle, valutarne il grado di pericolosità e di individuare i possibili rimedi, proponendosi poi all’opinione pubblica e alle Amministrazioni locali.

Domenica 29 settembre 2013 il Gruppo Puglia Grotte ha preso parte alla pulizia del sito della Grotta di Sant’Antonio (censita al numero PU77 nel Catasto delle Grotte della Puglia) all’interno della Gravina della Masseria del Monsignore nel territorio di Conversano. La Gravina del Monsignore fa parte della Riserva Naturale Orientata Regionale “Laghi di Conversano e Gravina di Monsignore” istituita nel 2006. L’habitat che caratterizza le dieci doline carsiche è ascrivibile alla tipologia denominata “stagni temporanei mediterranei”, individuata dalla Comunità Europea con la Direttiva “Habitat” 92/43/CEE, e rientra in quelli ad elevata priorità di conservazione.

La manifestazione, iniziativa della Società Speleologica Italiana vuole portare una luce nel buio e segnalare in modo puntuale e dettagliato le situazioni di rischio e indicare le possibili soluzioni. L’iniziativa, legata a Puliamo il Mondo organizzata da Legambiente, si propone di bonificare, almeno in parte, le discariche abusive sotterranee, in ogni caso di documentarle, valutarne il grado di pericolosità e di individuare i possibili rimedi, proponendoli poi all’opinione pubblica e alle Amministrazioni Locali. Il sito scelto per questa edizione è stato quello della “Grotta S.Antonio”, presente nella Gravina di Monsignore (incisione carsica con andamento perpendicolare alla linea di costa) ubicata in territorio di Conversano, lungo la strada che collega il paese con la località Cozze.

La scelta di “emigrare” fuori dalle porte del territorio castellanese è stata finalizzata a conoscere altre realtà limitrofe e per le quali si potrebbero sviluppare ultriori progetti, anche in collaborazione con altre associazioni impegnate sul territorio e con finalità e vision similari.

La gravina che presenta pareti verticali di circa 25 metri incidendo la formazione del Calcare di Bari, ha uno sviluppo complessivo di circa 1 km ed è costituita da due bracci che si uniscono all’altezza dell’omonima masseria.

L’accesso alla cavità, semi nascosto dalla vegetazione, si apre sul versante destro della gravina. In realtà gli ingressi sono 3 posizionati su altrettanti livelli, il più alto si trova a circa 5 metri dal piano di calpestio, mentre quello di livello intermedio in origine doveva presentarsi chiuso da un muro a secco, ora crollato.
La cavità, che si sviluppa interamente nella formazione del Calcare di Bari, è costituita da un ampio salone ben illuminato dalla luce solare, da cui si dipartono 3 rami paralleli di diversa lunghezza, che si sviluppano su linee di fratture con direzione NW-SE. Il ramo principale è quello centrale, con uno sviluppo complessivo di circa 40 metri.
La grotta non è molto concrezionata, anche se è possibile osservare il fenomeno in vari punti.
In corrispondenza dell’ingresso della grotta, sul versante sinistro della gravina, vi è un grande scavernamento, chiuso da apposita recinzione con le tabelle indicanti “Pericolo zona paludosa”.

Da una attenta analisi della cavità, risulta essere di natura artificiale, in quanto sono evidenti le tracce dello scavo di mezzi meccanici. Tale ipotesi, in sede di sopralluogo preliminare alla giornata di PIB, ha trovato conferma nelle parole di un anziano agricoltore del posto, che riferiva essere la vecchia fogna di Conversano. Tale opera, per lo smaltimento dei liquami, fu costruita ampliando un inghiottitoio naturale e rimase in attività per pochi anni, in quanto l’inquinamento provocato recava seri problemi alle coltivazioni immediatamente a valle della gravina.

La giornata dedicata all’attività ha presentato condizioni meteorologiche perfette con temperatura piacevole e cielo sereno. La partecipazione è stata alta, con la presenza di 22 soci di cui 8 neo corsisti che hanno legato l’esperienza ad una lezione teorica di Ecologia. Da segnalare anche la presenza molto attiva di Alessandra Lanzetta del GSNE. La parte pratica dell’esperienza è durata circa 2 ore e 30 minuti ed ha visto la partecipazione attiva di tutti i soci coinvolti che hanno ritrovato, raccolto e successivamente smaltito circa 150kg di rifiuti di varia origine. Tra i tanti ritrovati, tavole di legno da cantiere, paletti in ferro da impalcatura, plastica, carta, gomma, fusti di diserbanti, bottiglie di vetro (in particolar modo di birra), persino qualche cubo-flash. Sicuramente la zona è interessata dal classico “inquinamento da gitante” ma anche dalla cattiva usanza di alcuni contadini di smaltire e/o conservare all’aperto prodotti utilizzati nella cura dei campi e quindi andrebbe monitorata dalle autorità competenti vista la vicinanza a siti di grande importanza archeologica. Tutti i rifiuti ritrovati sono stati differenziati e portati al centro di smaltimento più vicini. Durante l’esperienza il socio Giuseppe Loperfido ha illustrato le caratteristiche geologiche della zona interessata che è stata non solo un buon allenamento pratico al riconoscimento di alcune forme carsiche epigee ma anche stimolo ad esplorare località vicine alla base e conoscere più accuratamente il territorio circostante. In conclusione, ancora una volta il Gpg è stato in prima linea per quanto riguarda la salvaguardia ambientale che rientra tra le mission più importanti dell’associazione e sicuramente uno stimolo per tutti coloro che si avvicinano alla disciplina a tutela di tutte quelle realtà “nascoste” e per questo più a rischio.

(Testi di Sergio Carpinelli e Gigi Loperfido - Gruppo Puglia Grotte)

Per approfondire

Le iniziative del Gruppo Puglia Grotte nelle passate edizioni:
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012

Le immagini dell’edizione 2013
(Foto Giampaolo Pinto)

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