Acqua. Il passato ed il futuro dell'acqua. Architettura dell'acqua per l'acqua

Acqua.
Il passato ed il futuro dell’acqua.
Architettura dell’acqua per l’acqua

La mostra, allestita in occasione della I Giornata Nazionale della Speleologia 11-13 ottobre 2002 nel Museo Speleologico Franco Anelli di Castellana-Grotte, ha affrontato le problematiche dell’inquinamento delle acque e, vista la specificità dei territori carsici, ha illustrato tutto quello che l’uomo s’è dovuto inventare per l’accumulo di questa preziosa risorsa in un territorio così difficile.

L’acqua è vita
Sin dalla sua comparsa sulla Terra l’uomo ha dovuto affrontare il problema dell’acqua. L’acqua è un bene prezioso. L’acqua, anzi, è il bene primo ed insostituibile.

Il futuro dell’acqua
Polveri e gas tossici nell’atmosfera, scarichi industriali nei corsi d’acqua, uso di sostanze di sintesi in agricoltura, taglio indiscriminato di boschi e foreste, cambiamenti climatici, sovrappopolazione: l’acqua è in pericolo.

I pannelli della mostra:

  1. L’acqua è vita
  2. Le terre della sete
  3. Quando non c’era l’acquedotto
  4. La falda acquifera sotterranea
  5. Le neviere
  6. Gli antichi acquedotti

© Gruppo Puglia Grotte

  • 11.10.2002

    Quando non c'era l'acquedotto

    Quando non c’era l’acquedotto Era il 1915 quando uno zampillo d’acqua guizzò in alto nella fontana di piazza Umberto, a Bari; era primo segnale del completamento della gigantesca opera di ingegneria idraulica rappresentata dall’Acquedotto Pugliese il quale, dalle sorgenti campane di Caposele, in provincia di Avellino, faceva giungere l’acqua alla sitibonda Puglia.
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  • 11.10.2002

    Le terre della sete

    Le terre della sete La Puglia, regione assetata, è da sempre soggetta a forte dipendenza idrica. Vi sono motivi eminentemente geografici: il territorio carsico determina l’infiltrazione delle acque meteoriche nel sottosuolo sino al loro accumulo in falda. La superficie resta asciutta e l’acqua, la preziosa acqua, dev’essere faticosamente emunta dai pozzi, serbata in cisterne, trasportata in acquedotti.
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  • 11.10.2002

    Le neviere

    Le neviere Le neviere, in un’epoca in cui non esistevano ancora macchine per la refrigerazione, rappresentavano l’unica possibilità di ottenere, nei periodi caldi dell’anno, bevande e cibi freddi. Da dove veniva, allora, il freddo? La neve caduta veniva ammassata fino a diventare ghiaccio e conservata, appunto, nelle neviere al riparo dall’afa estiva.
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  • 11.10.2002

    La falda acquifera sotterranea

    La falda acquifera sotterranea Oltre a conservare, al fondo delle cisterne, le acque piovane, le popolazioni pugliesi usavano approvvigionarsi direttamente dalla falda acquifera, scavando pozzi che, a seconda della distanza dal mare e della conseguente profondità della falda, andavano da pochi metri fino a circa sessanta.
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  • 11.10.2002

    L'acqua è vita

    L’acqua è vita Sin dalla sua comparsa sulla Terra l’uomo ha dovuto affrontare il problema dell’acqua. Ed è stato lungo le sponde di poderosi corsi d’acqua che sono sorte e hanno prosperato le grandi civiltà del passato: gli Egizi lungo il Nilo, i Babilonesi e i Sumeri tra Tigri ed Eufrate, Roma sulle rive del biondo Tevere.
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  • 11.10.2002

    Gli antichi acquedotti

    Gli antichi acquedotti Fin dall’antichità, per le popolazioni della Puglia la carenza idrica ha rappresentato un grave problema. Da sempre, l’assenza di fiumi e sorgenti, la scarsità di precipitazioni e la naturale permeabilità dei terreni hanno indotto i locali a realizzare opere in sotterraneo per la raccolta e la conservazione delle acque.
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