L'acqua è vita
11.10.2002

L’acqua è vita
Sin dalla sua comparsa sulla Terra l’uomo ha dovuto affrontare il problema dell’acqua.
Ed è stato lungo le sponde di poderosi corsi d’acqua che sono sorte e hanno prosperato le grandi civiltà del passato: gli Egizi lungo il Nilo, i Babilonesi e i Sumeri tra Tigri ed Eufrate, Roma sulle rive del biondo Tevere.
Trovare l’acqua. Poi trasportarla, amministrarla, erogarla: ed ecco i grandiosi sistemi nabatei, i forti acquedotti romani.
L’acqua è un bene prezioso.
L’acqua, anzi, è il bene primo e insostituibile. Ed acqua sulla Terra ce n’è tanta: mari e oceani ricoprono, insieme, oltre il 70% della superficie terrestre.
Acqua, acqua dovunque, e non una goccia da bere, lamentava il marinaio di Coleridge; a causa dell’elevato contenuto di sali, infatti, l’acqua marina non è adatta alla gran parte delle forme di vita vegetale e animale del pianeta e alle attività umane.
Quant’è l’acqua dolce e dov’è?
“Si stima che l’acqua immagazzinata sotto forma di ghiacci e ghiacciai sia pari a circa 31.000 km³. A questa va sommata l’acqua serbata nelle falde sotterranee - pari a circa 9.000 km³ - e quella dei laghi e dei fiumi - pari a 133 km³. Circa 575.000 km³ di acqua, poi, cadono ogni anno sotto forma di pioggia; di questi, solo 40.000 km³ sono potenzialmente disponibili per l’uomo.
Ogni anno si impiegano 4.000 km³ di acqua: il 69% in agricoltura, il 23% nelle industrie, l'8% negli usi domestici. Ma non basta. L'80% dell’agricoltura mondiale non riceve acqua a sufficienza.
Il futuro dell’acqua
Polveri e gas tossici nell’atmosfera, scarichi industriali nei corsi d’acqua, uso di sostanze di sintesi in agricoltura, taglio indiscriminato di boschi e foreste, cambiamenti climatici, sovrappopolazione: l’acqua è in pericolo.
La desertificazione sta minacciando oltre un quarto delle terre del pianeta. In Italia, aridità, erosione, salinizzazione sono concentrate al Sud e nelle isole; in Sicilia, Sardegna, Puglia, Basilicata e Calabria c’è sempre meno acqua.
Ecco un quadro delle variazioni subite dalle scorte idriche nel biennio 2001/2002 (valori in milioni di metri cubi):
| Basilicata | Puglia | Sicilia | Sardegna | |
|---|---|---|---|---|
| Volumi disponibili al 30/01/2001 | 272,92 | 42,95 | 189,18 | 827,61 |
| Volumi disponibili al 30/01/2002 | 54,46 | 18,14 | 179,24 | 331,95 |
| Differenza 2001/2002 | - 218,46 | - 24,82 | - 9,94 | - 495,67 |
| Variazione percentuale 2001/2002 | - 80% | - 57,80% | - 5,30% | - 59,90% |
Allora desertificazione significa che piove sempre meno? Non solo, purtroppo.
A monte vi è la cattiva gestione del patrimonio idrico esistente, l’inerzia o la malafede delle amministrazioni locali, il disinteresse delle autorità. Per non parlare, poi, dei cospicui interessi economici e delle ingerenze da parte della malavita organizzata che, proprio al Meridione, trae vantaggio dalla carenza d’acqua.
E quando l’acqua è troppa? Cosa succede quando non esistono o vengono regolarmente elusi i programmi per la tutela dell’ambiente e la regimentazione delle acque, quando non vengono mantenute le strutture esistenti? Dal Vajont (1963) a Sarno (1998), attraverso innumerevoli altre catastrofi e tragedie idrogeologiche… Perché la memoria è così breve?
L’acqua è vita, certo, ma il panorama esistente non è, certo, confortante.
Carta Europea dell’Acqua
Promulgata a Strasburgo il 6 maggio 1968
- Non c’è vita senza acqua. L’acqua è un bene prezioso, indispensabile a tutte le attività umane.
- Le disponibilità di acqua dolce non sono inesauribili. È indispensabile preservarle, controllarle e, se è possibile, accrescerle.
- Alterare la qualità dell’acqua significa nuocere alla vita dell’uomo e degli altri esseri viventi, che da essa dipendono.
- La qualità dell’acqua deve essere mantenuta, in modo da poter soddisfare le esigenze delle utilizzazioni previste, specialmente per i bisogni della salute pubblica.
- Quando l’acqua, dopo essere stata utilizzata, viene restituita all’ambiente naturale, deve essere in condizioni da non compromettere i possibili usi dell’ambiente, sia pubblici che privati.
- La conservazione di una copertura vegetale appropriata, di preferenza forestale, è essenziale per la conservazione delle risorse idriche.
- Le risorse idriche devono essere accuratamente inventariate.
- La buona gestione dell’acqua deve essere materia di pianificazione da parte delle autorità competenti.
- La salvaguardia dell’acqua implica uno sforzo importante di ricerca scientifica, di formazione di specialisti e di informazione pubblica.
- L’acqua è un patrimonio comune, il cui valore deve essere riconosciuto da tutti. Ciascuno ha il dovere di economizzarla e di utilizzarla con cura.
- La gestione delle risorse idriche dovrebbe essere inquadrata nel bilancio naturale, piuttosto che entro frontiere amministrative e politiche.
- L’acqua non ha frontiere. Essa è una risorsa comune, la cui tutela richiede la cooperazione internazionale.
Crediti
| Testi | Modesto Tartarelli |
| Immagini | Pino Pace |
| Progetto e produzione | Gruppo Puglia Grotte |
| Coordinamento editoriale | Daniela Lovece |
| Coordinamento grafico | Pino Pace |
| Coordinamento alla produzione | Giuseppe Savino |
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