Grotta della Cava di Sant'Angelo - Ostuni - BR

26.12.2006

Programma attività speleologica
autunno-inverno 2006-2007

Grotta della Cava di Sant’Angelo - Ostuni - BR
26 dicembre 2006

(Foto di Marilena Rodi e Giampaolo Pinto, testo di Vito Meuli)

PARTECIPANTI:

Vito Meuli, Giampaolo Pinto, Marilena Rodi, Leo Piccolo, Leone Minoia, Claire Putignano, Mimmo Nanna, Gianni Notarnicola.

Avvicinamento:

Ostuni. Direzione Strada Statale 379 - Villanova. Stop a poche centinaia di metri dal paese, riferimento fermata bus sulla destra.

Parcheggi . . . . . a tuo rischio e pericolo (sarà vietato parcheggiare lì? Probabile…).

A piedi delinei la curva della strada in discesa e scavalchi un cancello sulla destra (protezione per una piccola cava - multa pure qua? Meglio sbrigarsi!).

Ti infili nella porticina di ferro.

Spettacolo! Sei nell’androne! Ti dimentichi di tutte le multe.

Una piccola cattedrale naturale, con una bella volta a botte spoglia (ehm…, sarà franata da molto?) ed un maestoso rosone ovale che la illumina.

Dalla porticina della sagrestia dietro l’abside si entra nell’oscurità. Lasciamo sacchi e zaini in sagrestia e ci infiliamo nel breve ma tortuoso cunicolo per entrare nel salone delle feste (la sala Boegan). Tenuto male ‘sto salone, è crollato il tetto pure qua. Non c’è speranza di ballare sul pavimento dissestato. Grossi massi crollati lasciano aperte prosecuzioni dal basso e dall’alto. Seguiamo la via bassa mentre Giampaolo studia quella alta.

Altra sala. Scenario simile: tetto franato molto minaccioso, con una frattura longitudinale che segue il percorso, massi grandi e piccoli franati portandosi appresso stalattiti anche notevoli, cementati insieme al suolo (clastici), cortine di stalagmiti e colonne abbastanza massicce, che in più parti dividono la sala in due.

Una colonna spezzata tra i denti della balena è il nostro passaggio per proseguire. Qualche contorsione ma si passa facilmente. La grotta procede in modo analogo alle sale precedenti.

Interessanti sulle pareti laterali non concrezionate delle vermicolazioni argillose.

Al termine delle sale ampie scendiamo per un pozzetto a scivolo che ci porta in una saletta più bassa. Scendendo ancora si accede a delle condotte forzate a sezione ovale, piene di cannule sulla volta e cristalli sul pavimento. Dopo una ventina di metri la condotta si stringe e mi invoglia a tornare indietro: retromarcia, manovra per girarmi in un punto più largo, e poi via verso la saletta.

Sosta per mangiare qualcosa, scarburare e si torna indietro.

Le immagini dell’uscita

(Foto di Marilena Rodi)

(Foto di Giampaolo Pinto)